”Leggere sin dal pancione”, i 5 benefici della lettura durante la gravidanza

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La gravidanza è un evento speciale e particolare per tutti i neo genitori. Si tratta di un momento di trasformazione e di impatto molto forte sulla donna, che vede nascere e crescere una vita all’interno di lei. Verso le 18 settimane il feto inizia ad avvertire sia i suoni che provengono dall’interno – come il battito cardiaco della mamma, il gorgoglio dello stomaco, il flusso del sangue – sia i rumori che provengono dall’esterno. Già a 8 settimane il sistema percettivo dell’orecchio è sviluppato e si completa entro la ventiquattresima settimana. Molte ricerche scientifiche confermano l’importanza, sia per la mamma che per il nascituro, di leggere quando il bambino è ancora nel grembo materno.

 

 

Quali benefici può portare una lettura così precoce?

 

Familiarizzazione con i suoni della lingua della mamma

Considerevoli studi hanno scoperto che neonati di lingue differenti piangono con accenti diversi. Negli ultimi 3 mesi di gestazione, i bimbi imparano a riconoscere la cadenza del suono della voce della mamma. Bimbi di diverse nazionalità piangono con un ritmo simile all’idioma di riferimento.

 

Ascolto della voce della mamma

Il bimbo inizia a riconoscere la voce della mamma e a “farla sua”. Questo gli servirà per calmarsi, sia in grembo, sia nei momenti di difficoltà dopo la nascita perché la riconoscerà come familiare.

 

Prendersi del tempo e rilassarsi

Prendersi un momento di tranquillità per leggere una storia al proprio bimbo serve alla mamma per distendersi e abbandonare per un attimo le difficoltà e le preoccupazioni. Serve per sintonizzarsi con il piccolo e, se la mamma sta bene, anche il bimbo ne trarrà giovamento.

 

Rafforzamento del legame mamma/bimbo

Creare un legame sin dalla pancia crea tra mamma e bambino affetto e amore, questi sentimenti stimolano il rilascio di endorfine che arrivano al feto e determinano il suo benessere.

 

 

Cosa leggere al bimbo?

L’importante non è tanto cosa leggere, ma come si comunica con il piccolo. Se si vogliono però alcune indicazioni più precise, alcuni studi si sono soffermati sulla lettura di ninnananne e filastrocche. “Il bambino sembra venire al mondo con un cervello già ben preparato a elaborare il proprio mondo musicale. La capacità di percepire la musica è innata.” (www.natiperlamusica.it).

Questi sono brani ritmici con cadenze particolari, quasi cantati; sono testi che pongono l’accento sul suono delle parole, suoni che poi verranno percepiti come familiari dal neonato e con i quali potrebbe calmarsi durante pianti inconsolabili.

 

Elisa Oliva

 

20 febbraio 2015

 

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Elisa Oliva

Mi sono laureata in Psicologia presso l’Università Degli Studi di Milano-Bicocca nel 2006. Attualmente sono socia dell’Associazione Giovani Psicologi della Lombardia e dell’ASP (Associazione Italiana Psicologi) presso la quale ho completato un Master biennale di Alta formazione in Psicodiagnostica Clinica avvalendomi dell’ausilio di test specifici. Attualmente sto concludendo un master in Disturbi dell’Apprendimento presso Firera&Liuzzo Group. Sono iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia, sezione A dell’Albo professionale, numero 11315. Di cosa mi occupo: In qualità di psicologa, svolgo attività di coordinamento, supervisione, formazione, sostegno psicologico ed educativo, nell’ambito di progetti che hanno come obiettivo primario quello di sviluppare servizi di sostegno per bambini da 0 a 6 anni e le loro figure adulte di riferimento, in 7 comuni in provincia di Monza-Brianza.

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